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LE SORPRESE DELLA VITA

saraumadicris
10 mag
Tempo di lettura: 2 min

 

“essi però dubitarono” (Mt 28,17)

 

Con passo esitante mi affaccio alla finestra di un qualcosa di nuovo.

Il dubbio spesso si accompagna alla paura.

Paura di fare una scelta sbagliata, paura di non essere all’altezza, paura per l’inizio di un nuovo lavoro, paura di ciò che non conosciamo. L’ignoto ci mette sempre in una posizione guardinga, restia.

Il dubbio è contrapposto alla fiducia. Oserei dire che quasi blocca la speranza e spesso limita la scoperta di qualcosa o qualcuno che può riserbarci una gioia nuova.

Penso a quei discepoli che di fronte a Gesù dubitano sia proprio lui e non riescono ad esprimere quella gioia genuina e stupita che li farebbe saltare, corrergli incontro in un audace e forse azzardato abbraccio.

Ecco proprio questo è il limite del dubbio. L’esitare blocca la mia spontaneità, limita il mio entusiasmo. E’ come un elastico che mi rimette al mio posto, un controllo che non mi fa sognare o provare nuove esperienze, esitare di fronte a qualcosa di nuovo, spesso anche di fronte ad una persona che non crediamo possa cambiare. Quante relazioni si spezzano perché non diamo all’altro/a la possibilità di cambiare. Siamo paralizzati in noi stessi, nel nostro passato, nell’immagine che gli altri hanno di noi e in quegli aggettivi che ci incasellano senza possibilità di evolvere.

Mi affascina sempre più la Parola perché legge in profondità l’uomo, la sua umanità, i suoi limiti e i suoi desideri più profondi.

Quante volte noi siamo come quei discepoli: ci prostriamo alla vita, spinti da un dubbio, dalla paura di correre di fronte ad una nuova opportunità, legati al passato e senza uno sguardo di speranza verso il futuro.

Pensiamo che il tram tram, la sicurezza del nostro passo lento e sempre uguale siano segno di pace. Ma nella vita spirituale nel suo significato più autentico, non si può stare seduti. La nostra spinta è quella sana inquietudine che ci muove alla ricerca della Verità di noi stessi e della realtà, alla ricerca di senso e di bellezza, che ci riempie di stupore.

L’inquietudine ci dà la rotta verso orizzonti che non conosciamo, mari che non abbiamo mai solcato, percorsi che non sono tracciati. Solo la sete ci illumina e ci spinge verso luoghi inaspettati.

Allora: “Beati quelli che, nei confronti della vita, della loro piccola storia, si nutrono di stupore inesauribile: sono costoro, e soltanto loro, che sperimenteranno l’incompiutezza del tempo come una promessa” (J. Tolentino de Mendonça).

Non dubitiamo della vita, delle sorprese che essa ci può riservare, perché in queste troveremo noi stessi.

Sara

 
 
 

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