LA LINEA DELL'ORIZZONTE

“Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare…”
(Luis Sepulveda)
Sono le sei di un già caldissimo mattino estivo e mi trovo di fronte al mare. L’unico suono che mi giunge all’orecchio è quello delle piccole onde che vanno e vengono sulla battigia sabbiosa. Il mio sguardo si perde in questa immensità e nemmeno l’orizzonte lo può fermare. Quella sottile linea che sembra dividere il mare dal cielo ma che invece è punto di incontro dove aria e acqua si baciano in un unisono impercettibile.
Penso a quante persone in questo periodo si trovano nelle spiagge per un tuffo rigenerante e mi chiedo quanti sguardi si posano a contemplare perdendosi in qualche sogno inespresso.
Sì perché il mare è proprio il tempio dei sogni, dove mi è concesso entrarvi solo con la chiave della meraviglia e della contemplazione.
Questo passepartout che non fa distinzione su chi lo possiede, ma che dà accesso ad un luogo meraviglioso a cui spesso non diamo più libertà di dimora: il mondo dei sogni.
Il cielo interiore che incontra il mare; i desideri più profondi che trasportano nella bellezza di abitare il quotidiano della vita.
Quand’è stata l’ultima volta che ti sei permesso/a di sognare, di desiderare qualcosa di grande? Quand’è stata l’ultima volta che i tuoi occhi sono stati veicolo per introdurti nella meraviglia della contemplazione?
Questo è il tempo favorevole per viaggiare nel mare infinito della nostra interiorità. E’ il tempo del volto felice della nostra sana nostalgia; il tempo di far riemergere la semplicità del bambino che è in noi; il tempo per guardare lontano, lì, fino all’orizzonte e stare in silenzio, senza fretta di fronte al “tempio dei sogni”, togliersi i sandali e passo dopo passo, orma dopo orma, entrare in esso e sentire l’acqua ristoratrice che rinfresca il nostro cuore dandogli nuova vitalità.
Tu che leggi o ascolti, datti il permesso di sognare, desiderare, varcare il tempio del mare per ritrovare speranza; datti tempo, apri orizzonti, questa è la “rivoluzione interiore”, che gli sguardi gioiosi e avventurosi dei bambini che vedono per la prima volta il mare, sanno prefigurare. Basta, come lo sanno fare loro, alzare gli occhi al cielo ed ascoltare il battito delle onde.
Basta stare immersi lì dove cielo e acqua si incontrano in un abbraccio d’infinita bellezza.
Sara



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