FRINIRE D'AMORE

“Lo smisurato frinire delle cicale riempiva l’aria come un’invocazione…” (Stefano Santarsiere)
Ci si accorge che è iniziata l’estate dal canto insistente delle cicale che si nascondono nell’ombra di qualche pino marittimo.
Sono instancabili nel loro frinio e solo la notte sembra dare loro tregua. In realtà ho scoperto che ad emettere quel suono ripetuto sono solo i maschi. Il loro è un richiamo d’amore, un corteggiamento che rivolgono alle femmine per conquistarle.
Le lamine poste sull’addome vibrano in un movimento continuo che provoca il suono che tutti ben conosciamo.
Ecco che allora mi sono fermata ad ascoltarle in maniera diversa e mi sono lasciata anch’io “corteggiare” da una stagione che inizia, da un tempo diverso dove il ritmo si fa più lento, dove la natura, per molti, diventa la protagonista di momenti di distensione e pace.
Ma nello stesso tempo dove c’è il tempo per poter abitare in modo diverso la vita, lasciando che essa si manifesti in tutta la sua bellezza, cercando di cogliere sfumature che la frenesia delle giornate cariche di impegni, ottenebra.
E’ il tempo per i bimbi di potersi anche annoiare e quindi di mettere in moto la loro creatività; è il tempo per gli anziani di raccontare e trasmettere la loro saggezza; è il tempo per ognuno di noi di lasciarsi amare e corteggiare dall’infinita bellezza che abita il nostro mondo.
E’ il tempo dello stupore che nasce solo dall’attesa di qualcosa di nuovo che fa capolino di fronte ai nostri passi più lenti.
E’ un nuovo tempo spirituale, perché dove si sosta, dove ci si ferma, dove si scorge bellezza, lì c’è spiritualità, c’è interiorità, c’è amore.
Vorrei fosse per ognuno un tempo, breve o lungo non importa, dove la bellezza sia come il canto delle cicale che ci corteggia e riempie l’aria come un’invocazione che rende piena la nostra vita, la trasforma, le dà significato nuovamente.
Ogni stagione è un inizio, un nuovo inizio, un nuovo canto che si alza libero riempiendo d’amore i silenzi delle nostre paure, delle nostre fragilità e delle frenetiche giornate che spesso ci lasciano vuoti.
E allora anche noi, come il maschio delle cicale, riempiamo l’aria con il nostro canto o, come la femmina, lasciamoci conquistare dalla vibrazione della bellezza che permea le nostre giornate estive.



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